Ieri pomeriggio in una pausa rubata allo studio e al lavoro, sono fuggita al mare, (nel mare c'è sempre un porto. Funziona un pò come con la musica, solo che il mare non si fa sentire). La prima voluta digressione, ma credo ne siate già avvezzi, è il mio stile, mentre butto giù qualcosa, cè già qualcos'altro che incalza nella testa e non mi riesce di ignorarlo, e così funziona a catena, digressione chiama digressione. Tornando al bandolo della matassa, passeggiando lungo il muricciolo che rasenta il lungomare con lo stomaco coinvolto in un party gelato, mi si offriva alla vista un puzzle scomposto di bottiglie vuote lasciate sul muretto, disseminate qua e là. Non ho pensato al disordine, a qualcosa che a suo modo sporcava il paesaggio, lo imbrattava, lo rovinava. Ho invece subito pensato che quelle bottiglie vuote o semivuote fossero semplicemente momenti di vita lasciati a decantare su un solitario muro di mattoni, momenti. Ho pensato che cosa rimane di quei momenti, la mia mente si è subito avviluppata in intrecci, in relazioni, in giochi, in game over. Su alcune di queste bottiglie di vetro ci ho visto un GAME OVER scritto a caratteri cubicali, e restano le bottiglie. La mente è andata a due amanti che si ritrovano in una semioscurità vicino al mare ad amarsi, a raccontarsi, a viversi un momento che sembra durare un'eternità, ignari che sarebbero rimaste li quelle bottiglie vuote a testimonianza di questo amore clandestino, proibito.Erano lì immobili, come silenziosi testimoni di una tempesta di passione consumata. Da oggi in poi quando vedrò due bottiglie vicine sul muretto del lungomare, vedrò due perduti amanti.
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venerdì 6 giugno 2014
lunedì 2 giugno 2014
Farneticazioni.
"Sono seduto su un grattacielo, vedo gli aerei passare, poi guardo giù, voglio saltare, voglio imparare a volare.. Eh allora volo via, siamo in viaggio io e la mente mia!..Lui, solo lui, il Grigna è il mio porto. Quel falco a metà da sempre, che indifferente sorvola già tutte le accuse, boschi e città. Questo pezzo, questo grido rock urla libertà e si fa sentire. E' a dir poco strano che io non vi abbia ancora parlato di un grande amore per un uomo che quando canta mi monta i brividi sulla pelle, e quest'uomo qui, si chiama Gianluca Grignani. E' nata per gioco, come tutte le cose, a volte destinate a durare per sempre,quasi a nostra insaputa, durano e si fanno beffa di noi. Un mio caro amico intonava questo pezzo qui alla perfezione, e credo lo intoni ancora. Mentre scrivo, lo sto ascoltando a palla nelle orecchie, siedo di fronte ad una vetrata spalancata che da sul bordo di una piscina e un giardino grandissimo tappezzato di verde e di palme intorno, la piscina è vuota ancora, c'è un telo enorme che la ricopre e il vento che soffia furioso lo agita. Alla mia vista questo enorme telo bianco e azzurro si gonfia e si sgonfia come fosse un polmone che respira aria, le palme si agitano al vento, e intorno c'è una pace che non conosce definizioni, e il falco va senza catene, ha imparato a volare. Chissà se questo è il segreto di vivere con me!.."E poi non so cosa mi è preso questa sera ti parlo come fossi ancora qui, mi volto e sei seduto vicino alla finestra, sorridi come tanto tempo fa!.. E arriva nelle orecchie come una carezza la voce di Gino Paoli e Vanoni. " E' vero non si può fermare il tempo, ma puoi fermare i sogni intorno a te e dentro ai miei pensieri i sogni sono veri e quelli il tempo non li cambierà"..e intanto il mio bicchiere di amaretto di saranno è ancora lì e i miei occhi ammiccano golosi, il dondolo di fronte a me sembra dormire e poi.. " un pomeriggio della vita ad aspettare che qualcosa voli, indovinare il viso di qualcuno in chi ti passa accanto, tornare indietro un anno, un giorno, per vedere se per caso c'eri e sentire in fondo al cuore un suono di cemento, mentre ho già cambiato uomo un altra volta, come si cambia per non morire, come si cambia per amore, come si cambia per ricominciare. Eh Fiorella Mannoia non m'annoia mai, voce suadente che arriva all'anima e intanto osservo il volo di qualche uccellino qua e là che si ferma sul bordo della piscina e curiosa attraverso il telo. "Se una mattina io mi accorgessi che con l'alba sei partito con le tue valigie verso un'altra vita, riempirei di meraviglia la città, ma forse dopo un pò prenderei ad organizzarmi l'esistenza, mi convincerei che posso fare senza"... e continua a suonare nella testa la voce della Mannoia in questo pomeriggio di pace e di musica e di silenzi. E a rompere il silenzio arriva lui, Lorenzo Cherubini.. "un bellissimo spreco di tempo, un'impresa impossibile, l'invenzione di un sogno,una vita in un giorno, una tenda aldilà della duna, un pianeta in un sasso..una casa un aereo che vola, baciami ancora, baciami ancora"..E a rompere la magia Massive Attack in Karmacoma e la pace puf!.. andata!!.. Un pomeriggio di amici, tutti con me, nelle mie orecchie a farmi compagnia, a festeggiare la Repubblica. " E mentre brucia lenta questa sigaretta io sto seduta qui che non ho fretta, ti ascolto tanto è come l'altra volta, facciamo pace a letto e non dentro la testa".. E cosa c'è da dire cosa c'è da fare siamo due cuori affetti dallo stesso male". E Mina, Nutini, Radidervish,Skunk Anansie,Brunori Sas,Stereo Total, negramaro,Vecchioni,Dente, Cammariere e tutta la mia banda di sognatori matti, sono tutti qui a far festa. " E cosa non farò per farmi amare, cosa non farò per dirti che, cosa non farò per questo amore,per dirti cosa sei per me"..e Cammariere. La musica ti grida nelle orecchie ma sa farlo in silenzio, ti cura, ti ciba, ti da acqua e pane e sei sazio.
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martedì 19 novembre 2013
Un'altra stanza in "A sud del confine e a Ovest del sole".
Ed ecco che entro in un'altra stanza, pian piano, quasi assaporando il passo, sentendo la consistenza del mio piede che incede seguito dall'altro sul pavimento, e conosce nuove pareti, una nuova luce che filtra dalla finestra, una nuova musica nell'aria, e anche in questa stanza c'è musica, c'è il jazz, nella voce di un musicista drogato o disturbato, ringraziato da un buon whisky, che in un lungo assolo di Embraceable You mi travolge con un esecuzione sconvolgente.
Ed è lì, a sud del confine e ovest del sole. Io sono ancora in quelle pagine, ci ho lasciato l'anima in quelle righe calcate d'inchiostro, come ogni buon libro che si convenga di amare. E' una nuova stanza, capace di regalarmi ancora, sempre, forti emozioni.
Tutti vogliamo essere travolti dalla forza di esecuzioni coinvolgenti. Nove volte su dieci si rimane delusi, ma la decima volta si arriva ad avere un' esperienza sublime, che è poi quella che tutti cercano. Ed è questo che muove il mondo, questa è l'arte. Pare che tutto, proprio tutto, prima o poi finisce, tutto ciò che è visibile scompare con tale facilità, però ci sono delle emozioni, che restano per sempre. E poi ci pensa una nota jazz a risvegliarle, una pioggia battente, un silenzio assordante intorno. Del resto una nota sublime, un'esecuzione sconvolgente non si può dimenticare, esplode in un grido sordo, più è il silenzio che la precede, più è l'assenza di esecuzioni coinvolgenti e più feroce e sconvolgente è il tuono. Non può esserci travestimento che possa alla lunga nascondere un'emozione dove l'abbiamo confinata per amare o solo per amarci, nè fingerla dove non c'è. E' solo in vista di quell'esecuzione sconvolgente che conserviamo la speranza che tutto ciò che è tangibile e presente possa dissolversi senza farci troppo male, perchè in mezzo a questo deserto, che Murakami Haruki rivede in tutto ciò che si vive ed è intorno, che per un ciclo fisiologico e naturale vive e muore, in quel deserto ci saranno, nel mezzo, un bel pò di fantastiche esecuzioni, si spera, che dureranno un giorno, un mese, un anno o pochi minuti, ma che vale la pena aspettare. E quanto aspettare?.. Nei libri, nei film, l'attesa è un concetto fittizio, non c'è attesa, o meglio non v'è traccia di ciò che può fare all'anima e al corpo l'attesa. Compare una scritta ".. tre mesi dopo"... " 3 anni dopo"... " 7 mesi dopo".. il tempo non sembra avere sapore, quel sapore che ha inevitabilmente nella vita, in una quotidianità priva di sconvolgenti esecuzioni, dove ogni giorno, bello, per carità, sempre, perchè respiri, l'aria ti arriva dentro ai polmoni, e i tuoi occhi sono aperti e sei viva, e già questo di per sè un miracolo, ma senza sconvolgenti esecuzioni, quelle che ti bagnano di pioggia dalla testa ai piedi, ti pompano l'adrenalina al cervello, ti fanno vibrare l'anima come le corde di un violino sfiorate da un archetto quelle esecuzioni lì, ti rendono quell'attesa di una nuova esecuzione più sopportabile, perchè te la riportano davanti agli occhi e te la fanno rivivere nella mente più volte, e quella nostalgia poi muta in speranza di una nuova sconvolgente esecuzione. Quel tempo d'attesa di giorni, mesi, anni, condito di nostalgia e speranza, scorre sopportabile finchè qualcosa che non controlli, che non puoi addomesticare, perchè è primordiale e selvatico irrompe e cerca quell'esecuzione. Insomma in " A sud del confine e a ovest del sole" c'è una nuova stanza, la stanza del deserto, (deserto di Walt Disney, allusione metaforica) dove entriamo e ci sediamo comodi in poltrona in un attesa più o meno sopportabile, più o meno nostalgica, più o meno felice di un'esecuzione sconvolgente, subito dopo la quale, pensi che potresti impazzire senza.
<< Mi era rimasto ancora nella mente il contatto con la sua lingua morbida che avevo appena sfiorato per farla bere. la vista di quelle labbra mi toglieva il respiro, non riuscivo più a pensare a nulla.Lei mi desidera, - pensai, - e anch'io la desidero>>. eppure riuscii a resistere, dovevo fermarmi a quel punto.Se fossi andato oltre non sarei più potuto tornare indietro.Ma potevo sopportare ancora tutto questo sacrificio>>?
Io lo so come andò, vi invito a scoprirlo.
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