Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Poesia. Mostra tutti i post

mercoledì 11 novembre 2015














San Martino.

La nebbia a gl'irti colli,
piovigginando sale
e sotto il maestrale
urla e biancheggia il mare

ma per le vie del bosco
dal ribollir dei tini
va l'aspro odor dei vini
l'anime a rallegrar

gira sui ceppi accesi
lo spiedo scoppiettando
sta il cacciator fischiando
sull'uscio a rimirar

tra le rossastre nubi
stormi di uccelli neri
com' esuli pensieri
nel vespero migrar.

Giosuè Carducci.
 
Voglie Letterarie per augurarVi un buon San Martino, vi dedica questa filastrocca del Carducci che racchiude in sè quello che dovrebbe rappresentare questo gaio giorno. Uno spiedo che scoppietta sui ceppi accesi e l'odore aspro e forte del vino che viene dalle botti ubriache. La nebbia tipica della primavera di San Martino, un immagine quest'anno più fedele degli anni scorsi, le nubi rossastre di buon auspicio che tingono il cielo e tutti quei pensieri esuli che migrano nel vespro. si spera. Mai quadro più bello fu dipinto con i colori più giusti. Il vino scende giù nella gola e inebria i pensieri, copre come un velo di nebbia fitta la memoria, offusca la ragione ed è oblio tutt'intorno. Un oblio legittimo e legittimato per un giorno all'anno. La leggerezza cede il posto al peso di pensieri, responsabilità, impegni ed è subito allegria che con una compagnia complice si sublima. Buon San Martino a tutti amici di Voglie Letterarie. Abbiate cura di questa legittimazione alcoolica e brindate alla vita di ogni giorno.

lunedì 19 gennaio 2015

Io resto qui.





La tua mano tiene la mia,
di sottili pieghe rigata
dal tempo. 

tu sei ricurva 
i tuoi capelli sono fini
sembrano fili di argento.

lo stesso bagliore
fisso negli occhi di un tempo
mi tiene qui ancora contento.

urla e litigi, guerre silenti
fuochi che furono
su labbra incoscienti.

 il tempo è fuggito, 
 andava lontano
 io resto qui, ti tengo per mano.







giovedì 24 ottobre 2013

La stagione del biancospino.


Inventi un amore

che muore col vento

Ma prima di farlo

Non serba rancore

 

Un giorno di marzo,

con l’aria serena

ti si avvicinò

con il cuore in pena

 

ti prese con forza

con la trasparenza

di chi ha già pagato

ma non abbastanza

 

cantava “l’amore

mi passa vicino

nella stagione

del biancospino”

 

ma il vento era forte

e le foglie spingeva

aprendo le porte

della primavera.

E la accompagnava

In alto sul trono

Spingendo l’inverno

Sempre più lontano.

 

Così primavera

Soffiata dal vento

Del tuo scrigno segreto

Apriva l’incanto

 

La mite stagione

ormai amava il vento

che già le cantava

Il dolce suo nome,

soffiando fra i rami

non stava a guardare

dai piedi ai capelli

la volle baciare.

 

E lui era il vento

Tu la primavera

Ma tu lo portasti

Dove vento non c’era.

 

Nel bosco d’inverno,

il vento raccoglie

del cuore e del viso

le giovani voglie.

Trovando ristoro

Fra i rami e le foglie

S’intreccia con loro

In vortici d’oro.

 

Ma il caldo e la terra

Il vento rifugge

Per il grande mare

Il cuore gli rugge.

Così da quel bosco

Il vento scappava

Attratto dall’onda

che in onda passava

 

E se non c’è vento

E l’aria si ferma

L’amore non vola

Per la primavera,

che resta da sola

già da quel momento

quand’ Eolo s’invola

giù per la scogliera.

 

L’odore del bosco

Secco e rappreso

Lascia l’idea

Di un discorso sospeso.

 

 

 
                         

domenica 19 maggio 2013

Odore di menta.


    
Spuma bianca porosa
Pietra nera e dura
Polvere di sabbia
Tempesta che infrange

Oceano e fuoco
Abisso e vulcano
Getti d’acqua e
Lapilli di brace

Parole di vento
Che fuggon lontano
Risa e pianto e vita
Che scorre

Bocca e mani
Piedi e capelli
Desideri e profumi
Di un tempo che fu

La notte e la grotta
Il buio e il silenzio
Noi due persi in un mondo
dove tace ragione

pelle e pelle
respiro e battito
occhi negli occhi
ore su ore

attimi eterni
di un amore che fu
di un mare di luce
di un cielo di note

danza e musica
di un antico piacere
mi sveglia o son desta
il viso mi bagna

dolce sollievo
la luce del giorno
odore di menta
nell’aria marina.